Il mattino seguente, quando Peperino si svegliò, il sole era alto nel cielo.
Si stropicciò gli occhi e si guardò intorno … dove era finita Lucilla?

“Ehi, sono qui, pronto per partire?”

L’uccellino strabuzzò gli occhi ed emise un gran MHAAAA …

“Lucilla, sei proprio tu?” chiese incredulo.

“Certo, stupito? … Non lo sapevi che noi lucciole alla luce del giorno siamo tutte nere e assomigliamo alle mosche? Solo di notte brilliamo lucenti … Allora sei pronto per partire?”

“Si, si …” disse Peperino ancora un po’ confuso.

Iniziò così il viaggio che li avrebbe condotti verso la prima meta: il laghetto delle libellule!
Arrivarono che era quasi mezzogiorno, i canneti erano così fitti che il laghetto non si vedeva neppure, per fortuna Lucilla era di piccole dimensioni, partiva in esplorazione e poi quando trovava una via di facile accesso, chiamava Peperino che velocemente la raggiungeva.

“Che meraviglia!” esclamarono al loro arrivo.

Il laghetto era bellissimo, nuvole di libellule si spostavano in maniera ordinata da una parte all’altra, in basso c’erano ninfee dai colori più svariati, si percepiva un’atmosfera di tranquillità, di pace: uno spettacolo per gli occhi e per il cuore!

“Buongiorno, io sono Nella la libellula, Peperino e Lucilla immagino”

“Come conosce i nostri nomi?” chiese l’uccellino meravigliato.

“La vostra fama vi precede … comunque: benvenuti a TERMOLAB”

“Termolab !?! E che cosa sarebbe?” chiese Peperino preoccupato.

“Tranquillo Peperino, fidati di me …” lo incoraggiò Lucilla.

“Prego, seguitemi …” disse Nella la libellula spostando delicatamente le frange dell’erba.

Una volta entrati lo spettacolo si fece ancora più entusiasmante.
In quello che doveva essere il salone principale c’erano ripiani con ampolle piene di liquidi colorati con strane etichette. Sulle pareti c’erano una serie di frecce che guidavano i visitatori alle varie stanze del Termolab.
Nella spiegò che quella era la postazione dove si effettuavano tutti gli esperimenti per verificare le varie teorie sulle emozioni.

“Sapete, una volta abbiamo fatto un esperimento su quanto aumentano i battiti del cuore quando siamo felicissimi e abbiamo scoperto che avviene la stessa cosa anche quando abbiamo molta paura o quando siamo molto arrabbiati”

“Esattamente di quanti battiti al minuto parliamo? 10,100,1000? …” chiese incuriosito Peperino.

Ma Nella fece finta di non sentirlo perché voleva che trovasse da solo la risposta a quella domanda e disse:” Ora vi condurrò nelle aule di lezione …”

Arrivarono davanti alla prima porta e una volta entrati Nella disse:” Questa è la prima lezione. Imparerete a cosa serve il termometro delle emozioni, che cosa lo fa salire e scendere e da cosa ci accorgiamo che la temperatura cambia!”

“Misurerà al temperatura di cosa?” chiese Peperino un po’ confuso.

“Potrebbe misurare, ad esempio, quando siamo molto felici o poco felici, molto o poco arrabbiati, o quando non siamo per niente arrabbiati e per niente felici” ragionò Lucilla.

“Ho capito … ma come fai a sapere a che livello è la nostra emozione?” chiese Peperino.

“Adesso vi svelo un piccolo segreto …” disse sommessamente Nella e continuò:”Ognuno di noi ha dentro di sé un piccolo termometro”

“Davvero?” esclamò esterefatto l’uccellino

“E sapete, il vostro termometro è il tesoro più grande, non parla ma vi ascolta, vi conosce e sa tutto di voi e soprattutto è molto sensibile a tutti i rumori che il vostro corpo produce: il vostro respiro, i battiti del cuore, il gorgoglio della pancia …”

“Ho capito, ecco come fa a sentire se un’emozione sale! Se i battiti aumentano, e poi quando diminuiscono e tornano regolari allora scende!” esclamò soddisfatto l’uccellino.

“Bravo, quando provate un’emozione come la rabbia, la gioia, la tristezza, la paura o la vergogna, qualcosa dentro di voi cambia e il vostro termometro comincia a salire. Se l’emozione è molto forte sale fino ad arrivare a un massimo livello” spiegò la libellula.

“E poi? … Esplode!?” chiese preoccupato Peperino.

“Certo che no, però voi non state sicuramente bene quando il termometro raggiunge il massimo e farete sicuramente qualcosa per farlo scendere, cercherete il modo di far diminuire il livello della vostra emozione” lo rassicurò Nella.

“Sai che hai ragione, quando sono furioso, arrabbiatissimo, sto molto male, non riesco quasi più a respirare e il mio cuore sembra impazzito e ciò che mi aiuta a calmarmi è rompere tutto ciò che mi sta intorno o aggredire chi mi sta vicino … però dopo che la rabbia scende, sto sempre molto male perché divento triste, mi pento di quello che ho fatto e mi sento molto solo…” sospirò Peperino.

“Non preoccuparti … ora è il momento di entrare nella seconda aula, prego seguitemi …” disse Nella la libellula che sapeva che il modo migliore per imparare era quello di sperimentare …

Aprì la porta dell’aula 2 e annunciò: “ Adesso siete pronti per imparare il significato di questa parola: autocontrollo! Autocontrollo significa: essere padroni di sé, delle proprie azioni, controllare il nostro corpo, quello che facciamo e diciamo”

“Oh mamma, ma per me è impossibile” disse sconsolato Peperino.

“Sei qui per imparare” lo incoraggiò Lucilla.

“Ad esempio cosa puoi dire a te stesso quando senti che la tua rabbia sta aumentando?” chiese Nella.

“Potrei dire ….mhmmm … stai calmo Peperino, non ascoltare chi ti prende in giro, sai quanto vali … oppure … aspetta Peperino non rompere tutto, non trattare male gli altri che altrimenti si spaventano e scappano via …”

“Bravo Peperino, proprio così devi fare” applaudì l’amica Lucilla.

“ Poi ci sono altri modi per controllare la rabbia; per esempio se stiamo litigando con qualcuno e vediamo che le frasi della calma non funzionano, possiamo interrompere la litigata, rinunciare allo scontro e andare da un’altra parte aspettando che il livello del termometro cali un po’ … oppure raccontare quello che è successo ad un amico, fare un giretto per distrarci, scrivere o disegnare le cose che ci hanno fatto arrabbiare. E’ importante fare queste cose quando sentiamo che il termometro sta salendo troppo, prima che raggiunga il suo punto massimo, altrimenti saremo troppo arrabbiati per pensarci”

“E poi!?” chiese curiosamente l’uccellino.

“E poi … benvenuti nell’ aula 3” disse Nella spalancando una porta azzurrissima che li portò in un tunnel immerso nell’acqua del laghetto ….

“C’è un’altra cosa che possiamo fare: imparare a rilassarci facendo dei respiri profondi! E’ per questo che siamo qui, in questo giardino acquatico … ora sdraiatevi, chiudete gli occhi, fate dei respiri profondi e immaginate delle cose bellissime che vi scaldano il cuore, che vi fanno stare bene …”

La voce di Nella era bassa e calma tanto che Lucilla e Peperino finirono per addormentarsi.